Vai al contenuto
Pubblicità · Contenuto sponsorizzato da VAV OÜ · Informazione generale, non consulenza previdenziale Aggiornato 19.10.2026
Fisco

Quanto pesa l'IRPEF sulla pensione e da dove arrivano le addizionali

In breve

Scrivania con una calcolatrice, una penna e dei fogli non leggibili, luce naturale.
Sulla pensione agiscono tre prelievi: IRPEF statale e due addizionali locali. Immagine illustrativa.

La pensione è un reddito e viene tassata come tale. L'ente che la paga trattiene l'imposta alla fonte, così l'accredito arriva già al netto. Il meccanismo è progressivo e, nella parte locale, dipende da dove si abita.

Molte persone scoprono solo andando in pensione che la pensione è tassata. L'idea che si tratti di una somma «già netta per definizione», maturata con contributi già prelevati, è diffusa e sbagliata: dal punto di vista fiscale la pensione è un reddito e segue le regole degli altri redditi.

Questo spiega la differenza, a volte notevole, fra la cifra scritta nella lettera di liquidazione e quella che arriva in banca. E spiega perché due persone con la stessa pensione lorda, residenti in regioni diverse, incassano somme diverse.

Perché la pensione è reddito imponibile

I trattamenti pensionistici rientrano fra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Di conseguenza concorrono a formare il reddito complessivo e sono soggetti all'imposta sul reddito delle persone fisiche.

L'ente che eroga la prestazione agisce da sostituto d'imposta: calcola l'imposta dovuta, la trattiene e la versa all'erario. Il pensionato riceve quindi una somma già tassata, senza dover versare nulla di propria iniziativa — motivo per cui molti pensionati non devono presentare la dichiarazione dei redditi, come spieghiamo in il 730 per chi è in pensione.

Il rovescio della medaglia è che le trattenute compaiono ogni mese sul cedolino, e cambiano quando cambiano i presupposti del calcolo.

Come funzionano gli scaglioni, davvero

L'IRPEF è un'imposta progressiva per scaglioni. Per il 2026 la struttura prevede tre aliquote, con l'aliquota intermedia ridotta rispetto agli anni precedenti dalla legge di bilancio:

Scaglioni e aliquote IRPEF per il 2026
Reddito imponibile annuoAliquota
Fino a 28.000 €23%
Oltre 28.000 € e fino a 50.000 €33%
Oltre 50.000 €43%

Struttura vigente per il 2026. Gli importi e le aliquote sono stabiliti dalla legge e possono essere modificati: i valori ufficiali aggiornati sono quelli pubblicati dall'Agenzia delle Entrate.

Il fraintendimento più comune riguarda il significato di queste righe. L'aliquota non si applica a tutto il reddito: si applica alla porzione di reddito che cade in quello scaglione.

Un reddito imponibile di 30.000 euro non viene tassato al 33%. I primi 28.000 euro sono tassati al 23%; solo i 2.000 euro che eccedono quella soglia sono tassati al 33%. È lo stesso principio a scaglioni che regola le fasce di rivalutazione delle pensioni, descritte in che cosa indica davvero il trattamento minimo.

La conseguenza pratica è rassicurante: superare una soglia di pochi euro non provoca un salto improvviso del prelievo complessivo. L'aumento riguarda solo la parte eccedente.

La detrazione per redditi da pensione

Quella appena descritta è l'imposta lorda. Da essa si sottraggono le detrazioni, che riducono l'imposta effettivamente dovuta.

Per i redditi da pensione è prevista una detrazione specifica, disciplinata dall'articolo 13 del Testo unico delle imposte sui redditi. Ha due caratteristiche importanti:

  • è decrescente: il suo importo si riduce man mano che il reddito complessivo aumenta, fino ad annullarsi oltre un certo livello;
  • è rapportata al periodo: se la pensione decorre a metà anno, la detrazione viene proporzionata ai mesi di effettiva percezione.

Quel secondo punto spiega un fenomeno che spiazza chi è andato in pensione da poco: nel primo anno le trattenute possono risultare diverse da quelle dell'anno successivo, a parità di importo lordo mensile.

Alla detrazione da pensione possono aggiungersi quelle per familiari a carico e quelle per determinate spese sostenute — argomento che approfondiamo in le detrazioni che molti pensionati non controllano mai.

Chi non paga imposta: la cosiddetta «no tax area»

Quando le detrazioni spettanti sono pari o superiori all'imposta lorda, l'imposta dovuta si azzera. È il meccanismo che produce quella che viene chiamata «no tax area».

Per i titolari di redditi da pensione la soglia di riferimento è intorno a 8.500 euro annui di reddito, allineata a quella prevista per i lavoratori dipendenti.

Due precisazioni che evitano errori:

Non è un quarto scaglione allo zero per cento. È il risultato dell'applicazione delle detrazioni, non un'aliquota. La differenza conta perché le detrazioni dipendono dalla situazione personale, mentre un'aliquota sarebbe uguale per tutti.

Non è un'esenzione generale. Riguarda l'imposta sul reddito in presenza di quei presupposti, non ogni altro adempimento o tributo. E le addizionali locali, che vedremo ora, seguono la sorte dell'imposta: dove non è dovuta IRPEF, in linea di principio non sono dovute nemmeno quelle.

L'addizionale regionale

Oltre all'imposta statale, sul reddito agisce un'addizionale stabilita dalla regione di residenza. Ogni regione fissa la propria aliquota entro i margini consentiti dalla normativa nazionale, e può articolarla per scaglioni.

Il risultato è una variabilità reale fra territori. Non è un'anomalia: è la struttura del sistema. Ma produce una conseguenza concreta che molti non si aspettano: trasferire la residenza in un'altra regione può modificare il netto della pensione, senza che l'importo lordo sia cambiato di un centesimo.

L'addizionale comunale

Lo stesso vale a livello comunale. Il comune di residenza può deliberare un'addizionale, stabilendone l'aliquota e, eventualmente, una soglia di esenzione. Alcuni comuni non la applicano affatto.

Anche questa voce compare autonomamente sul cedolino. E anche questa può cambiare da un anno all'altro per effetto di una delibera: un netto che scende a gennaio senza nessuna variazione personale ha spesso qui la sua spiegazione.

Chi vuole capire dove guardare sul proprio documento trova la mappa delle voci in come si legge il cedolino della pensione.

Un calcolo illustrativo, per fissare le idee

Lo schema che segue è un esempio costruito a scopo didattico. Usa un'unica fonte di reddito, ignora volutamente le detrazioni per spese e adotta aliquote addizionali ipotetiche. Non è una stima per nessuna situazione reale e non rappresenta un importo dovuto.

Esempio illustrativo di calcolo su un reddito da pensione di 18.000 euro annui
PassaggioImporto annuo
Reddito da pensione (lordo)18.000,00 €
IRPEF lorda (23% sull'intero importo, primo scaglione)4.140,00 €
Detrazione per redditi da pensione (valore ipotetico)−1.100,00 €
IRPEF netta3.040,00 €
Addizionale regionale (aliquota ipotetica 1,23%)−221,40 €
Addizionale comunale (aliquota ipotetica 0,40%)−72,00 €
Prelievo complessivo illustrativo3.333,40 €

Esempio puramente aritmetico con detrazione e aliquote locali ipotetiche. Gli importi reali dipendono dal reddito complessivo, dalle detrazioni effettivamente spettanti e dalle aliquote deliberate dalla regione e dal comune di residenza. Per i valori ufficiali fanno fede l'Agenzia delle Entrate e il proprio cedolino.

Due osservazioni su questo schema. La prima: l'intero reddito cade nel primo scaglione, quindi l'aliquota del 33% non entra mai in gioco. La seconda: la detrazione pesa quanto quasi un quarto dell'imposta lorda. È la ragione per cui controllare che le detrazioni spettanti siano registrate correttamente ha un effetto concreto, e non teorico, sul netto mensile.

Da sapere

Chi percepisce due trattamenti da enti diversi si trova spesso con un conguaglio, perché ciascun ente trattiene sulla propria quota senza conoscere il reddito complessivo. Non è un errore: è il sistema che riallinea i conti a posteriori.

In sintesi

Sulla pensione agiscono tre prelievi: l'IRPEF statale, progressiva per scaglioni al 23%, 33% e 43% nel 2026, e due addizionali decise dalla regione e dal comune di residenza. Le detrazioni — in primo luogo quella specifica per i redditi da pensione — riducono l'imposta dovuta e possono azzerarla sotto una certa soglia di reddito.

Il controllo che rende il quadro leggibile è sempre lo stesso: aprire il cedolino e verificare che le quattro voci — imposta, addizionale regionale, addizionale comunale, detrazioni — corrispondano alla propria situazione attuale. Residenza e familiari a carico cambiano nel tempo; il calcolo li segue solo se qualcuno li comunica.

Fonti ufficiali

Avvertenza. Contenuto informativo sponsorizzato da VAV OÜ. Questa pagina non è gestita né approvata dall'INPS, dall'Agenzia delle Entrate o da altre autorità pubbliche e non costituisce comunicazione ufficiale, consulenza previdenziale, fiscale o finanziaria individuale, né promessa di pagamento. Gli importi citati sono valori lordi, medie o esempi di calcolo dichiarati come tali: l'importo che spetta a una singola persona dipende dalla sua posizione e dai dati in possesso dell'ente. Per la propria situazione fanno fede il cedolino, i canali ufficiali dell'ente o un patronato.

La newsletter di Italian Dreamers

Ogni mercoledì le scadenze, gli importi aggiornati e le nuove guide, in una mail.

Redazione Italian Dreamers

La redazione di Italian Dreamers raccoglie e verifica le informazioni pubblicate da INPS, Agenzia delle Entrate e Gazzetta Ufficiale e le riscrive in forma leggibile. Non gestiamo pratiche, non trattiamo domande di pensione e non sostituiamo i canali ufficiali.

Da leggere dopo

Tutte le guide →